Torna obbligatorio indicare lo stabilimento in etichetta

Un decreto legislativo del Consiglio dei Ministri emanato il 15 settembre 2017 ha reintrodotto l’obbligo di inserire in etichetta lo stabilimento dove l’alimento è stato prodotto o confezionato. Si attende, ora, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale: dopodiché  scatterà il periodo transitorio di 180 giorni per lo smaltimento delle etichette già stampate e l’esaurimento dei prodotti etichettati e messi in commercio prima dell'entrata in vigore del decreto.

Dunque, se la norma otterrà la notifica e l’assenso della Commissione Europea, che ha già annullato due analoghi provvedimenti precedenti,  nel 2018 diventerà pienamente operativa e tutti i prodotti alimentari preimballati realizzati in Italia e destinati al mercato italiano dovranno riportare sull’etichetta lo stabilimento di produzione.

A verificare il controllo del rispetto della norma e ad applicare le eventuali sanzioni sarà l'Ispettorato repressione frodi (ICQRF). 

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È nato l'Osservatorio Immagino

Le etichette dei prodotti raccontano i consumi degli italiani.

L’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy è lo studio che incrocia le informazioni riportate sulle etichette degli 80 mila prodotti di largo consumo digitalizzati da Immagino di GS1 Italy (oltre 100 variabili tra ingredienti, tabelle nutrizionali, loghi e certificazioni, claim e indicazioni di consumo) con le rilevazioni Nielsen su venduto (retail measurement service), consumo (consumer panel) e fruizione dei media (panel TV - Internet), offrendo nuove viste sui consumi degli italiani. Scarica gratuitamente l'Osservatorio Immagino!

Decreto origine latte in etichetta: cosa cambia

Aziende lattiero-casearie al lavoro per modificare il packaging di latte, burro, yogurt, latticini e formaggi, e introdurre in etichetta l’origine del latte utilizzato, come richiesto dal decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 15 del 19 gennaio 2017.

La nuova normativa, che entrerà ufficialmente in vigore il 19 aprile 2017, si applica solo ai produttori lattiero-caseari italiani e riguarda ogni tipo di latte animale (ad esempio, di capra o di bufala). Sono esclusi solo il latte fresco già tracciato e i prodotti DOP e IGP nei cui disciplinari sia specificata l’origine del latte utilizzato.

Dal 19 aprile i consumatori dovranno trovare sulle confezioni dei prodotti lattiero-caseari due nuove indicazioni, riportate in maniera chiara, visibile e facilmente leggibile: il paese di mungitura e il paese dove il latte è stato condizionato o trasformato. Se tutti questi processi avvengono in un unico Stato, ci si può limitare a utilizzare una sola dicitura, ad esempio “origine del latte: Italia”. Invece, se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più paesi esteri i produttori devono specificare “latte di paesi UE”, nel caso la mungitura sia avvenuta all’interno dell’Unione Europea, oppure “latte condizionato o trasformato in paesi UE” se queste fasi avvengono in uno o più paesi europei.

Se le operazioni avvengono al di fuori dell’Unione europea, la dicitura corretta è “paesi non UE”. Per approfondire leggi l'articolo sul nostro web magazine Tendenze online.

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Immagino con Banco Alimentare nella lotta allo spreco

Sono oltre 75 i quintali di prodotti donati al Banco Alimentare negli ultimi due anni dalle 1.200 aziende del largo consumo che aderiscono a Immagino. Leggi l'articolo su Tendenze online 

Immagino digitalizza tutte le informazioni di etichetta. Scopri come ..

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